Robotino®: Soluzione Festo per la robotica mobile

  • Apprendimento multidisciplinare: meccanica, elettronica, informatica, fisica.

 

 

robotino-376-78.gif

Oggi si parla tanto di robotica e di sistemi robotizzati perché ormai siamo circondati da macchine che, per le loro funzioni sofisticate, non abbiamo dubbi a definirli con il nome di robot.
In realtà, considerando l’etimologia della parola, che è in stretta correlazione con il termine lavoratore, è improprio chiamare certe macchine /automatismi robot, a meno che non abbiano una caratteristica ben precisa che li differenzia: la capacità a riprodurre azioni, movimenti, gesti, simili e/o attribuibili ad una intelligenza umana.

Pertanto, dovendo “simulare” funzioni intelligenti tipiche dell’uomo, un robot è una macchina che possiede una certa complessità, sia strutturale che funzionale.

Questo si traduce in termini di tecnologia, nell’assemblaggio dei più sofisticati sistemi e componenti attualmente esistenti.

E’ infatti la complessità tecnologica organizzata e programmata che permette al robot di percepire elementi del mondo che lo circonda e interagire con esso in modo “consapevole”.

Un robot deve possedere dei sensori che gli permettano di vedere l’ambiente circostante, di acquisirne le variabili fisiche di interesse ( temperatura, presenza, forza, distanza, velocità , ecc. ) per poterle valutare e agire a seconda del compito per cui lo si è programmato.

E’ una macchina complessa in cui tutte le tecnologie cooperano per il conseguimento del massimo dei risultati: imitare funzioni tipiche dell’essere umano.

E’ per questa ragione che una macchina robot possiede in sé tutti gli elementi per fungere da vero e proprio sistema di apprendimento. Integrato perché permette non solo di esaminare, sperimentare, approfondire la singola tecnologia/disciplina ma anche di poterne analizzare e sviscerare le interfacce, le connessioni, la molteplicità dei sistemi di comunicazione.

Ci sono due aspetti fondamentali dal punto di vista dell’apprendimento:

- da un lato vi è l’aspetto progettuale/costruttivo dell’ hardware ( meccanica, motori, attuatori, sensori, CPU, trasmissioni, chassis, ecc. )
- dall’altro vi è il contesto progettuale/implementativo del software che concerne gli aspetti più correlati con l’ intelligenza del robot

Entrambi necessitano di competenze altamente specialistiche in meccanica, elettronica e informatica. E’ questa la ragione per la quale un robot viene progettato, costruito e reso intelligente da un team nel quale siano presenti le varie expertises al più alto livello.

E’ una sfida all’intelligenza umana trasformare una macchina stupida in un robot con qualche capacità sensoriale gestita e consapevole.

Ma è una sfida che premia perché chi l’ affronta, se consegue dei risultati, diventa un professionista eccellente.

Indietro